Lo spam ha superato livelli preoccupanti, ormai 2 messaggi di posta elettronica su 3 sono
spam. Lo rivela un'indagine statistica dell'Iit-Cnr, che evidenzia come ogni giorno in
Europa i 61 miliardi di messaggi spam, circa il 90% del totale del traffico di posta, si
traducano in costi annui di 39 miliardi di euro.
Anche in Italia la diffusione dello spam ha ormai raggiunto e superato il livello di guardia.
I dati statistici raccolti dall'Istituto di informatica e telematica del Consiglio nazionale delle
ricerche di Pisa (Iit-Cnr) fanno emergere una situazione che, anche se migliore rispetto
agli indici di oltreoceano, è in peggioramento progressivo. "Da un'analisi statistica sui
server di posta elettronica dell'Iit emerge che, nel 2006, il tasso di spam medio e' stato di
circa il 66 per cento", fa osservare Stefano Ruberti, responsabile della posta elettronica
dell'Iit-Cnr e del Registro del ccTLD .it, l'ente che assegna i domini internet .it.
Purtroppo il trend è in costante crescita. La raffinazione delle tecniche è in aggiornamento
continuo. L'ultima novità è l'image spam, ossia messaggi che contengono immagini
digitali, più difficili da identificare. A quanto dichiarato dalla società americana Ironport,
questo sistema ha toccato il 25% del totale, con un incremento del 421% da ottobre del
2005, periodo in cui rappresentava il 4,8%.
Responsabili di tutto questo, dice la ricerca, sono circa 200 "spam gang", circa 600
professionisti che realizzano l'80% del traffico mondiale di spam.
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